Capitolo 7
L’arrivo a Parigi sugli Champs-Elysèes, rappresenta per i corridori che hanno portato a termine il
Tour de France, la fine delle fatiche e delle sofferenze, che richiede questa durissima corsa a tappe
di tre settimane.
Mentre il gruppo percorre i viali parigini, i ragazzi del gruppo sono parimenti felici, il vincitore in
maglia gialla si scambia pacche e complimenti con il gregario ultimo in classifica, perchè entrambi
hanno sofferto, rischiato, raggiunto il loro obbiettivo compiendo il proprio dovere, ma soprattutto,
sono arrivati all’ultimo traguardo, quello che conta.
Questa felicità prende i cuori anche di noi sportivi amatoriali, che ci siamo allenati duramente nei
ritagli di tempo tra il lavoro e gli impegni famigliari, che ci siamo svegliati all’alba della domenica,
rinunciando al nostro giorno di riposo per il piacere di ritrovarci, di misurarci con noi stessi prima
che con gli altri, di sognare attraverso l’impresa di trarre nuova forza spirituale per affrontare il
futuro, augurandoci di portare la pelle intera al traguardo, per poter gioire, scherzare, brindare con i
compagni di squadra, la nostra ciurma di pirati sempre in navigazione verso l’avventura.
Ma cosa è in fondo la vita se non una corsa a tappe, piena di alte vette da scalare, cadute rovinose
per poi rimettersi in piedi e continuare, perchè nella vita bisogna sempre lottare e rialzarsi, cercando
di circondarsi dei gregari migliori, gli amici più fidati, per aiutarsi l’un l’altro nei momenti di
difficoltà, per meritarci tutti quanti nella vita, il nostro trionfale arrivo a Parigi.



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