“Alice …. Cosa avevi in mente?”…

Una voce gridava:

“Alice! Alice mi stai ascoltando?! Oh…. Alice…. non hai sentito nulla di ciò che ti ho detto….”. No.

Alice non aveva ascoltato mezza parola.

Così a scuola, in famiglia e i consigli degli amici. Alice ascoltava solo le sue emozioni romantiche, fantastiche. Si annoiava a colorare le figure senza uscire dai bordi,preferiva l’astratto come il cielo azzurro sconfinato.

Alice si chiedeva? Perché delimitare la materia se puoi vivere di immenso?!

Ed il suo immenso era il mare.

Ogni volta che attraversava lo specchio, i suoi piedini troppo piccoli rispetto all’altezza, sprofondavano nella sabbia bianca e si lasciava guidare verso il mare cristallino, il suo grande amore.

Lui la tradiva con la Luna, ma solo durante l’alta marea, di notte e lei ne accettava la tresca.

Poi era nuovamente suo, ogni qualvolta lei decidesse di entrarci dentro. Della nostra Alice custodiva i segreti bisbigliati controvento, le urla delle lacrime per le storie finite, le confessioni mute del cuore.

Alice del suo mare ascoltava la profondità, come l’ondeggiare di un minuscolo pesciolino nascosto tra i coralli, ecco perché attraversava lo specchio troppo di frequente, era lì il suo mondo più bello, poteva diventare finalmente Alice, non solo fingere di esserlo. Nascosta in quel tempo Alice dimenticava i problemi e si cullava tra le onde di pensieri zuccherati. Guardava le nuvole che diventavano soffici animaletti dalle forme in continuo mutamento.

Ma durante questo viaggio, una voce gridava: “Basta Alice! Vivi di realtà, ormai sei grande!” , era quella della sua mamma.

Ma lei aveva sofferto troppo nella vita dei comuni mortali.

Perché farsi del male ancora?

Forse perché il tempo della clessidra faceva cadere inesorabilmente la sabbia nel vano sottostante.

Alice doveva scegliere un uomo che la tenesse dalle briglie, nella vita vera, senza però toglierle il sorriso. Sapeva che voleva incontrare una persona di sani principi, con i colori del Bianconiglio che tanto la divertiva. Alice lo trovò forse senza nemmeno cercalo veramente. Aveva i capelli bianchi come il Bianconiglio, l’estro del cappellaio matto, la vanità della Regina di cuori.

Era stato disegnato o esisteva davvero? Cambiò la sua vita da quel giorno. Ma questo, è un altro capitolo e forse Alice, riflessa allo specchio, sarà un po’ più donna ora. Forse.

Buon Viaggio e Buona lettura da Alice

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