” Chi è in grado di dipingere a parole il sibilio delle granate e il rombo del loro scoppio ?”
Rodolfo Bolner
Non è difficile pensare a un racconto di anni passati in guerra.
In questo caso è il ricordo passato al giovane de Andrè dallo zio, che ne racconto’ gli orrori del campo di concentramento e la guerra.
Un passaggio importante che rimase impresso nella mente del de Andrè già sensibile.
Il protagonista della ballata è Piero un soldato.
Guarda negli occhi il nemico scruta se stesso attraverso quegli occhi, lo stesso terrore gli stessi attimi, stessa vita su un campo di battaglia.
Spara chi si salva è la parola d ordine, nessun moto di sentimento se hai un fucile puntato.
Solo da morto il soldato con un altra divisa di un altro colore viene riconosciuto come “uomo”.
Cosa si prova a vedere un uomo che sta morendo o vedere l’uomo che ti ha sparato ?
In quel momento credo ci sia tutta la pietà umana , e Piero che sta morendo rivolge il suo ultimo pensiero all’ amata Ninetta ” Ninetta mia crepare di maggio ci vuole tanto, troppo coraggio.
Avrebbe preferito morire in inverno cupo e freddo in una giornata dove non poteva vedere il sole e il grano.
Il suo ultimo pensiero, l’unico in un campo assolato di maggio in mezzo a mille papaveri rossi … è rivolto a lei ..l’amore della sua vita, l’ amore che vince su ogni campo di battaglia.
Buon ascolto da Lolly Rock
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Non è la rosa, non è il tulipano
Che ti fan veglia dall’ombra dei fossi
Ma sono mille papaveri rossi


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