L’ARMA PIU’ FORTE

Negli anni del suo governo Benito Mussolini intuì in modo lungimirante che la cinematografia
sarebbe stata l’arma più forte, benchè questa fosse ancora agli esordi.
Nel dopo guerra fu George Orwell a prevedere come l’uso del mezzo televisivo sarebbe stato
fondamentale nell’alterazione dei fatti storici e dell’informazione da parte di un governo autoritario.
Quello che ne il capo del fascismo e neppure lo scrittore socialista potevano prevedere era che
sarebbe stato il loro mortale nemico, la democrazia capitalista, a trarre maggiore profitto per
legittimare e consolidare il suo eterno potere, mediante l’ipnosi nei confronti dei suoi sudditi.
Storicamente le elite dominanti sui popoli, hanno sempre avuto nelle loro mani il potere di imporre
la realtà e la verità alle comunità che essi governavano, persino la divinità a cui affidare il proprio
spirito.
Ma nessun messaggio trasmesso alle masse attraverso l’orazione o la scrittura può essere paragonato
alla potenza coercitiva dei mezzi di comunicazione odierni, in cui quella realtà imposta, non viene
solo narrata, ma ci viene mostrata visivamente.
Per fare un esempio, quando si ha a disposizione una macchina da propaganda come quella
hollywoodiana, si può edulcorare un evento storico sanguinario come lo sterminio pianificato dei
popoli nativi americani, facendocelo apparire come una serie di colorate scaramucce tra indigeni
bellicosi e buoni padri pellegrini che volevano insegnargli il giusto vivere.
Negli ultimi decenni gli illusionisti della sopraffazione economica stanno usando l’arma catodica o
il grande schermo per indicarci chi sono i popoli buoni e quali quelli cattivi, ed ovviamente, come
hanno fatto in precedenza con i popoli indigeni, insegnarci il “giusto stile di vita”.
Se vogliamo fare esempi recenti di casa nostra, possiamo notare come i nostri governanti stiano
annichilendo e terrorizzando la popolazione, pompando un virus influenzale e trasformandolo nella
peste descritta dal Boccaccio e dal Manzoni, criminalizzando chiunque osi mettere in discussione la
verità ufficiale, questo per coprire grossi interessi economici nati al seguito della pandemia o per
prolungare l’esistenza di un governo illegittimo.
Oppure come abbiano mediaticamente ripulito e santificato un usuraio come Mario Draghi,
trasformandolo nel salvatore della Patria.
So che i concetti sopra espressi siano abbastanza ovvi, in parte già espressi in articoli precedenti, ma
è importante ogni tanto ribadirli se vogliamo che la nostra mente resti sveglia e non precipiti
involontariamente nell’ipnosi collettiva.
Adriano

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