GIUDIZI UNIVERSALI

Samuele Bersani”Giudizi universali” 
Scritta dallo stesso Samuele Bersani, uscito nel 1997 rimane tutt’ora una delle canzoni più popolari di questo cantautore nostrano. 

Ammetto che con l’età ho imparato ad apprezzare e a capire il suo modo di scrivere i suoi pezzi, le sue emozioni, apprezzato dalla critica, negli anni è scomparso un po’dalla scena musicale, in una vita più ritirata.

Il brano inizia con un pianoforte che lui stesso suona , Samuele Bersani, canta tutta la sua delusione per un qualcosa andato in fumo.
Troppo cerebrale per capire che si può star bene senza complicare il pane

Ci si spalma sopra un bel giretto di parole vuote ma doppiate

Mangiati le bolle di sapone intorno al mondo e quando dormo taglia bene l’aquilone

Togli la ragione e lasciami sognare, lasciami sognare in pace

Liberi com’eravamo ieri, dei centimetri di libri sotto I piedi

Per tirare la maniglia della porta e andare fuori

Come Mastroianni anni fa

Come la voce guida la pubblicità

Ci sono stati dei momenti intensi ma li ho persi giàTroppo cerebrale per capire che si può star bene senza calpestare il cuore

Ci si passa sopra almeno due o tre volte I piedi come sulle aiuole

Leviamo via il tappeto e poi mettiamoci dei pattini per scivolare meglio sopra l’odio

Torre di controllo, aiuto, sto finendo l’aria dentro al serbato io

Potrei ma non voglio fidarmi di teIo non ti conosco e in fondo non c’è In quello che dici qualcosa che pensi

Sei solo la copia di mille riassunti

Leggera, leggera si bagna la fiamma

Rimane la cera e non ci sei più

Vuoti di memoria, non c’è posto per tenere insieme tutte le puntate di una storia

Piccolissimo particolare, ti ho perduto senza cattiveria

Mangiati le bolle di sapone intorno al mondo e quando dormo taglia bene l’aquilone

Togli la ragione e lasciami sognare, lasciami sognare in pace

Libero com’ero stato ieri ho dei centimetri di cielo sotto ai piedi

Adesso tiro la maniglia della porta e vado fuoriCome Mastroianni anni fa, sono una nuvola, fra poco pioverà

E non c’è niente che mi sposta o vento che mi sposterà

Potrei ma non voglio fidarmi di teIo non ti conosco e in fondo non c’èIn quello che dici qualcosa che pensi

Sei solo la copia di mille riassuntiLeggera, leggera si bagna la fiamma

Rimane la cera e non ci sei più, non ci sei più, non ci sei e non ci sei.

Ed ecco qua che scava nella sua vita , una dolorosa rottura, lei non ha lo sguardo verso una vita semplice, non si accontenta, è alla ricerca di qualcosa che va oltre. Persino le sue parole sono vuote non hanno senso sono doppiate , fanno mille giri come se non avessero molto da dirsi o peggio parole false. Quel sentimento è stato calpestato più volte dall’ indifferenza e dalla delusione. Ci si sente traditi, le parole si trasformano in odio e cominciano a farsi del male, lui non la riconosce più, non è la stessa persona che aveva incontrato, lui stesso ha detto ” non è una canzone d’ amore ma di sfiducia e anche piuttosto arrabbiata”.

Si cerca di distruggere l’altro, annientarlo, perché ognuno porta la sua verità.

Alla fine , si capisce che la visione di quella persona tanto amata è solo un idealizzazione di ciò che si sperava fosse, quando la fiducia brucia, l’ amore si spegne. Una delle frasi che colpisce di più l’ascoltatore è forse :

“Io non ti conosco

E in fondo non c’è 

In quello che dici, qualcosa che pensi

Sei solo la copia di mille riassunti ”

“Lei non è più nulla non ha più un posto non è così speciale, una copia di una copia, questo bagna la fiamma che si spegne e lei…..lui …….Scompare ”

Buon Ascolto Lolly Rock

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