Bussano i ricordi

Clarissa si svegliò in piena notte.
Accanto al suo letto, una lampada di sale illuminava un piccolo spazio.
Uno spazio che le riportava nel cuore un assordante silenzio.
Un silenzio, che le sussurrava di rimanere sveglia perché qualcosa aveva cambiato il suo sentire quella notte.
Tornava da lontano, il ricordo di una canzone.
Per Clarissa non fu subito chiaro, ma quella notte decise di ascoltare.
Le ritorno’ in mente una canzone.
Una canzone triste, così recitava il pezzo come a riportarla indietro da qualche parte del tempo……
C′ho una canzone triste

Nel mio cuore

Allegra ma non troppo

Appena spunta il sole

E prendo il mio giubbotto

È una canzone soul….

Aspettava Clarissa, che qualcosa potesse rivelarsi e invece rimase sulla punta di un letto, stropicciato dalle pieghe di un sonno apparentemente tranquillo e piedi nudi per terra.
Quella canzone…. Dove l’aveva sentita?
Perché tanto risuonava in quelle stanze della memoria.
Nulla riaffiora mai per caso dalla stanza dei ricordi, il ritornello di un testo che prendeva tutto quello spazio.
Forse era il riaffiorare di un ricordo, nascosto che aveva deciso di prendere la forma di una sveglia quella notte.
Clarissa si accorse solo ad un tratto di rumori, musiche dimenticate e testi con note raccolte per strada, come si fa quando vai in montagna e riscopri l’incantevole viaggio in mezzo alla natura.
Clarissa per ritrovarsi aveva bisogno di riaccogliere quel profumo di aria ghiacciata , di dissolvere la nebbia che l’aveva accompagnata in tutti quegli anni.
Clarissa era finalmente viva, sveglia e amava a tal punto da abbracciare anche quei momenti.

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