Il muro di Berlino era stato eretto negli anni ’60 come simbolo materiale della divisione ideologica di due mondi, anzi, di due visioni del mondo, quello socialista da quello capitalista.
A mio parere tuttavia, questi due mondi erano diversi solo dal punto di vista estetico, nel linguaggio e nella dottrina.
Infatti vi era una radice comune tra le due ideologie, innanzi tutto il materialismo e il disprezzo palese per lo spiritualismo, per le identità dei popoli e per le loro tradizioni.
Entrambe le ideologie si sono battute all’interno delle nazioni che governavano, nel contesto della guerra fredda, affinchè i popoli sostituissero le divinità del cielo e della terra, con il culto di Marx, Lenin e di un luminoso paradiso in terra da parte sovietica, e dalla religione del denaro e del consumismo sfrenato, da parte dell’occidente capitalista.
La caduta del muro di Berlino in realtà è stato il crollo di una diga, che ha unito queste due visioni del mondo, creando il fiume inquinato del pensiero unico progressista, oggi l’ideologia dominante.
La fusione delle due ideologie, ha prodotto la nuova religione materialista, creando fenomeni innaturali come i consumatori, le risorse umane, i migranti economici, che si possono riassumere nell’Uomo economico, cioè l’essere umano sradicato, al servizio dell’economia, che ha sostituito le Divinità del cielo, con quelle della televisione o dei social network, i templi e le chiese con i centri commerciali.
Un uomo nuovo competitivo, performante, terrorizzato più dal deterioramento del suo corpo, che da quello del suo spirito.
Questo individuo, non ha più paura del suo ritratto di Dorian Gray, poiché non ha più un anima.
I famosi muri delle incomprensioni, nascono dal fatto che stiamo vivendo in modo innaturale, viviamo di forzature imposte da questo sistema che ci vuole politicamente corretti dalle loro regole.
Per invertire la tendenza, bisognerebbe certamente togliere il potere politico ed economico a queste Sette di sciagurati, che considerano il pianeta un limone da spremere fino all’esaurimento.
Bisognerebbe ridistribuire le ricchezze del pianeta equamente e creare un economia reale, che produca l’essenziale, al servizio delle persone, in mano a guide sagge e non avide, evitando così lo sradicamento dei popoli dalle terre di origine.
Ma bisognerebbe anche disintossicare le persone dallo sfrenato desiderio consumistico, riavvicinandole al Bosco, che non è altro che il coltivare la simbiosi spirituale tra l’uomo, la terra, e le Divinità.
Adriano


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