QUALE ALLEGRIA

Quale allegria

Se ti ho cercato per una vita senza trovarti

Senza nemmeno avere la soddisfazione di averti

Per vederti andare via

Quale allegria

Se non riesco neanche più a immaginarti

Senza sapere se strisciare se volare

Insomma, non so più dove cercarti

Quale allegria

Senza far finta di dormire

Con la tua guancia sulla mia

Saper invece che domani ciao come stai

Una pacca sulla spalla e via

Quale allegria

Quale allegria

Cambiar faccia cento volte per far finta di essere un bambino

Con un sorriso ospitale ridere cantare far casino

Insomma far finta che sia sempre un carnevale

Sempre un carnevale

Senza allegria

Uscire presto la mattina

La testa piena di pensieri

Scansare macchine, giornali

Tornare in fretta a casa

Tanto oggi è come ieri

Senza allegria

Anche sui treni e gli aeroplani

O sopra un palco illuminato

Fare un inchino a quelli che ti son davanti

E son in tanti e ti battono le mani

Senza allegria

A letto insieme senza pace

Senza più niente da inventare

Esser costretti a farsi anche del male

Per potersi con dolcezza perdonare

E continuare

Con allegria

Far finta che in fondo in tutto il mondo

C’è gente con gli stessi tuoi problemi

Per poi fondare un circolo serale

Per pazzi sprasolati e un poco scemi

Facendo finta che la gara sia

Arrivare in salute al gran finale

Mentre è già pronto Andrea

Con un bastone e cento denti

Che ti chiede di pagare

Per i suoi pasti mal mangiati

I sonni derubati i furti obbligati

Per essere stato ucciso

Quindici volte in fondo a un viale

Per quindici anni la sera di Natale.

Lucio Dalla nasce a Bologna nel 1943 , cantautore e polistrumentista,  è stato un maestro dell’innovazione della musica italiana.
Eclettico e buffo talvolta, ma molto serio in alcuni suoi brani, dove si mescolano personaggi , lune e mari notturni.


Il brano che propongo è del 1977 ed è parte dell’ album ” come è profondo il mare” .
Sembra un personaggio allegro e vivace Lucio Dalla, la sua risposta, in questo brano è una nota stonata ma sincera di ciò che è la sua vita.


O meglio di ciò che è un po’ la vita di tutti , a volte , non c è molto da essere allegri .

Quale allegria per una persona a cui è mancata la figura paterna , cercata da una vita e che non ha potuto neanche vedere andare via .
Quale allegria se si deve nascondere il proprio orientamento sessuale e mentre la notte si può stare vicini , il giorno fare finta che non è successo nulla , una pacca sulle spalle e via .
Anche su un palco esibirsi in un inchino con un sorriso di fronte a migliaia di spettatori un po’ un carnevale , che non bada ai tuoi umori.


Quale allegria se le giornate sono piatte e tutte uguali , rassegnate alla monotonia , in una relazione anche essa senza più nulla di originale.
E pensare che al mondo i problemi li hanno tutti , sperando che in vecchiaia almeno ci sia la salute .

Il finale è un pensiero che va a un ricordo, un fatto di cronaca , che colpì Lucio Dalla, un ragazzo di 15 anni tossicomane , Andrea, che fu ucciso a bastonate nella notte di Natale, reo di aver rubato dei salami . Fu colpito forse 15 volte , e 15 volte valgono il doppio la sera di Natale .

E forse con questo drammatico finale , Lucio Dalla da un senso alla sua vita , che nonostante non sia allegra è già una vita migliore di quella di Andrea , lui è un uomo fortunato.

BUON ASCOLTO LOLLY ROCK

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