EROI E SUPER EROI

Fin da bambino mi hanno insegnato che bisogna comportarsi onestamente, avere rispetto per le persone e lavorare duramente e in maniera corretta per ottenere le cose importanti e che se anche molte persone si comportano in maniera indegna, e me ne trovassi molte di esse intorno, io avrei dovuto perseverare nella mia rettitudine ed essere esempio.

Più o meno la vecchia raccomandazione delle mamme: “Se tutti si buttano nel pozzo, non li devi seguire”.

Eppure  proprio  queste semplici e premurose raccomandazioni materne, se seguite con cuore umile, sono il seme, da cui nasce un futuro eroe.

Chi è pronto a impegnarsi non solo per se stesso e per la propria cerchia di famigliari e amici, ma anche mettendosi al servizio della propria comunità, senza nulla chiedere in cambio, diventa un esempio, un umile eroe.

Un esempio recente è sicuramente il Dottor Giuseppe De Donno, fedele al giuramento di Ippocrate e al suo buon cuore, ha dedicato tutto se stesso alla causa dei suoi pazienti, ed è stato ucciso in maniera vile, dalla malvagità di chi invece vuole arricchirsi sulla pelle della povera gente.

Lo furono senza dubbio i fanti che dal 1915 al 1918, compirono coraggiosamente il loro dovere per l’integrità e il futuro della nostra Patria.

Il mondo dello sport, fin dai tempi antichi, attraverso le olimpiadi, ha dato origine agli eroi sportivi, oggi grazie ai grandi mezzi di comunicazione, questi sono diventati fenomeni di costume, ma questa categoria appartiene ai gusti e passioni personali.

L’uomo ne ha sempre avuto bisogno fin dalle origini, le religioni ne crearono di grandiosi, come Eracle figlio del Grande Padre Zeus, o di quelli descritti da Omero, di cui il mio preferito rimane il mitico Ettore.

I super eroi, a mio parere, invece sono quei personaggi, che fin dall’inizio della loro missione, sono consapevoli che dovranno donare la loro vita per una nobile causa.

Ma essi non esitano nel compiere il loro dovere e il loro destino.

Lo sono stati sicuramente i patrioti Cesare Battisti e Jan Palach, di cui ho avuto l’onore di rendere omaggio rispettivamente, al Sacrario di Trento e in Piazza san Venceslao a Praga.

Ma sicuramente quelli che sento più vicini, perchè sono stati gli eroi del mio tempo, sono Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.

Essi erano consapevoli che il nemico che combattevano, nemico del nostro popolo, era all’interno delle istituzioni per cui operavano, quelle stesse vili e corrotte istituzioni, che insieme alla parte peggiore del nostro popolo, cioè quella parte di popolazione che trae profitto dalla presenza mafiosa, ieri come oggi, fa finta di piangerli e li indica come esempi da seguire.

Ma Paolo e Giovanni non appartengono al regime che ci governa, essi appartengono ai cuori della parte sana del nostro paese, a tutti quelli che ogni giorno, nel loro piccolo, compiendo il proprio dovere con umiltà, contribuiscono alla dignità della nostra Nazione.

Adriano

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