IL BOSCO

L’avvicinamento ad egli può avvenire con i più diversi stati d’animo, rilassati, in simbiosi, timorosi, curiosi, desiderosi di conforto spirituale per riconciliarsi con se stessi.

Quando si entra nel Bosco, che è una parte visibile delle Divinità, bisogna inizialmente tacere e ascoltarlo con il cuore e con lo spirito.

Solo in seguito, una volta divenuti un tutt’uno con egli, si potrà iniziare a parlare esprimendogli le nostre riflessioni, dubbi, paure, sogni, interrogativi sul futuro.

Il Bosco le ascolterà e le farà sue, donandoci l’opportunità di portarlo dentro di noi, anche quando saremo usciti fisicamente dal suo interno, anche una volta tornati a casa.

Portare il Bosco dentro di noi, nella vita quotidiana, significherà che dopo averlo interiorizzato, ci renderà capaci di esprimere il suo linguaggio, divenuto il nostro.

Attraverso le nostre parole e azioni rifletteremo l’armonia dei suoi suoni, che saranno la nostra voce divenuta serena.

La profondità delle sue radici, diventeranno la nostra memoria, la nostra coscienza e saggezza.

La saldezza e le imperfezioni dei suoi alberi, esprimeranno la nostra forza interiore, ma anche la nostra fallibilità e i nostri difetti.

Ma il dono più prezioso sarà la capacità di rimanere calmi e riflessivi, quando le tempeste emotive  cercheranno di trascinarci verso la deriva, quando tutto intorno a noi regnerà il caos e tutti urleranno convinti che questo li farà sembrare più forti.

Quando il gregge incitato da cattivi pastori, si farà rinchiudere nel recinto della mente, chi avrà il Bosco dentro, diventerà Lupo, il saggio e combattivo portavoce del Bosco.

La saggia voce del Lupo del Bosco, strapperà il gregge ai cattivi pastori, rendendoli liberi e consapevoli, donando loro la Luce e la Vita.

Adriano

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