IRONIA E AUTOIRONIA

“Vieni a veder la gente quanto s’ama”  (Purgatorio-verso 115)

Penso che, soprattutto l’autoironia, sia un buon metro per misurare la personalità e l’intelligenza di una persona.

Chi non è capace di ironizzare, almeno un po, su se stesso e soprattutto sui propri pregi e sui propri difetti, sia una persona che manca di spirito e di umiltà.

Sono le persone presuntuose e ottuse che spesso mancano di questa capacità.

Ad esempio, io pratico il ciclismo, so di essere un pessimo discesista e quando i miei compagni di squadra mi prendono in giro per questa mia carenza, mi faccio da solo la battutaccia, affermando con tono scherzoso, che se vado piano in discesa è per farmi vedere meglio dai miei numerosi tifosi!

Certamente bisognerebbe sempre impegnarsi a migliorare se stessi, ma avere dei difetti è umano, quindi una battuta e una risata auto ironica, può renderli meno gravi e meno ossessivi.

L’ironia però, in bocca a persone arroganti e malvagie, può diventare una vile arma di offesa, soprattutto se rivolta verso persone deboli e non in grado di difendersi.

In questo caso chi ne fa uso merita di essere biasimata e magari reso lui stesso vittima di cattiva ironia, affinchè si renda conto della sua crudeltà.

In queste circostanze, il mio amico Cirano de Bergerac, sarebbe un buon giustiziere.

Starei invece attento sull’ironia che si fa sui nostri politici. 

Il fatto che sembrino degli incapaci, inetti o in molti casi ignoranti, li rende si facili bersagli dell’ironia popolare, ma questa rischia di umanizzarli, facendoli apparire agli occhi dell’opinione pubblica, come semplici profittatori in cerca di ricche prebende.

In realtà essi sono delle faine travestite da imbelli, che obbediscono a logiche di potere e padroni che sono i loro finanziatori,  che ovviamente, non fanno gli interessi del Paese, ma solo i loro.

Un tempo una simile accozzaglia di loschi figuri aveva un nome: Traditori della Patria.

Bisogna, a mio parere, non eccedere neanche con la troppa autoironia, perchè potrebbe, senza rendercene conto, trasformarsi in autocommiserazione.

In molti casi l’ironia è divenuta anche una forma di espressione artistica e letteraria, ne  hanno fatto uso scrittori come Dante Alighieri o Ludovico Ariosto, cantanti come Rino Gaetano, Enzo Jannacci o Giorgio Gaber.

Adriano

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