La mia adolescenza demòdè

La mia avventura adolescenziale è stata per molti versi, un po fuori moda e un po fuori dal suo tempo.
Condizionato dalle mie letture, e forse da una precoce passione per le problematiche sociali, mi sono
presto appassionato alla politica già quindicenne, scegliendo presto la mia sponda del fiume, che oltretutto
era pure opposta a quella dei miei genitori, che tuttavia hanno rispettato quella mia decisione.
Scelta fuori dal suo tempo, in un epoca ormai di “disimpegno”, in cui le ideologie stavano tramontando,
per lasciare il posto a un futuro orwelliano.
L’epoca in cui sono stato adolescente, era quella tra la caduta del muro di Berlino e l’avvento della
Globalizzazione, un epoca transitoria, la fine della guerra fredda, che aveva dato l’illusione ai più, di un
futuro più roseo.
Così mentre i miei disimpegnati coetanei, scrivevano sui banchi di scuola, nei bagni e sulle fermate del
pullman; frasi d’amore, incitamenti alla squadra del cuore o al cantante alla moda, il sottoscritto scriveva
appassionati slogan ideologici.
Ma da grande appassionato di ciclismo, non era raro trovare scritto sulla lavagna della mia classe:
FORZA CHIAPPUCCI ! Un inno alla gioia a un campione del mio sport, in un mondo a quasi esclusiva
trazione calcistica.
Un tempo non lontano dal mio, l’impegno politico era molto diffuso tra i giovani, era quasi un dovere
prendere posizioni su quale parte prendere.
Ma a inizio anni ’90, eravamo pochi noi adolescenti che manifestavamo nelle piazze, che passavamo i
pomeriggi a discutere nelle sezioni o che il sabato pomeriggio volantinavamo in via Roma, mentre ci
passeggiavano davanti indifferenti, i nostro disimpegnati coetanei, impegnati solo a fare le vasche e
sfoggiare i loro vestitini firmati.
A volte mi chiedo se io sia stato adolescente…
Oggi mi rispondo di si, anche io ascoltavo gli 883 e i Queen, giocavo con l’Amiga 500, facevo casino con
gli amici e combinavo le mie bravate.
Come quella volta che a 13 anni, con la scusa di passare la domenica da un amico mio complice, sono
scappato con il treno in Liguria, senza biglietto, per andare a vedere la Milano-Sanremo.
Ma tra un fumetto di Dylan Dog e un sospiro per la ragazzina che mi piaceva, la cosa più importante
rimaneva il mio sogno rivoluzionario, che solo a quell’età può essere veramente puro e disinteressato,
impegno volto a dare un futuro migliore alla mia Nazione governata da vecchie e corrotte mummie.
Se questo sogno fosse stato condiviso da molti altri miei coetanei, oggi non avremmo questa epoca
oscura.
Per fare una rivoluzione giusta, bisognerebbe rimanere adolescenti nel cuore anche da adulti, prima che
l’anima sia inquinata dalla disillusione, dalla “ragione”, dal compromesso e dall’avidità.
BISOGNEREBBE AVERE 15 ANNI TUTTA LA VITA.
Adriano

Lascia un commento