Il viaggio più lungo
“Sarà solo un weekendend” mi dissi ,” sono proprio curiosa di vedere il che posto mi viene descritto come l’eterno paradiso” continuo a pensare tra me e me.
Due ore, due ore di macchina saranno una passeggiata in confronto ai milleduecento km che mi facevo con i miei , senza aria condizionata, con frigo bar per poggiare i piedi e la maglietta come tendina.
Lo stereo portatile e il bagagliaio pieno di ogni cosa commestibile, la macchina puzzava di pecorino e cozze , ma era d’ordinanza.
Che tempi ! Arrivavi in meridione e rimanevi rincoglionito per una settimana prima di capire come muoverti , il fuso orario forse …
Per cui, che sarebbe stato mai sto viaggetto di due ore per andare poi a vedere una località immersa nella natura , i laghi , anzi il lago …
Le casette caratteristiche , che noi poracci da città non avevamo , in mezzo ai boschi , come se noi i boschi non li abbiamo.
L ‘aria sana di campagna … come se in Piemonte la campagna…..
Due orette per arrivare in sto posticino collinare, si la natura , quanta natura , io di natura ne vedevo anche troppa a dire il vero, il contrasto tra natura e piccole medie aziende borghesi , con i loro giardini e le chiesette caratteristiche, i bar piccoli stracolmi di alcolisti anonimi, perché si ‘, la natura, ma oltre quello, lì dove non c’ è nient’ altro, scorrono anche i fiumi . Di alcool però .
Finalmente…. Il silenzio. La casetta bifamiliare, accogliente , l’ odore di muffa , il terrazzo … Tutto molto bello . Il disagio .
Il mio .
Ottimo cibo, si , anche mia madre cucina bene .
Finalmente, si va …. vediamo questa famosa località , il lago
Bello , bel posto , manca qualcosa però . Caratteristico e molto romantico, ma sento che manca qualcosa , forse un fritto misto, non saprei …..
Mi siedo in un ristorantino che fa pesce , ecco un fritto misto , dovrei sentirmi meglio , invece no , ho quel odore di muffa addosso . Sarà il lago , meglio tornare a casa , un altra oretta per tornare a casa ci sta .
Alla terza doccia non c’è scampo , anche gli asciugamani puzzano di muffa , le lenzuola pure …
Rimpiango i 40 gradi all’ ombra , l odore del mare , anche l’odore del pecorino era più accogliente . Passa la nottata , anzi no ,non riesco a dormire , mi fumo una sigaretta in terrazza , non potrei mai vivere in un posto così .
Si , ci sta la natura, ci sta il bosco , ciò che non ci sta… è l’ aria bigotta e perbenista di questo posto , dove tutto sembra perfetto , lavoro , aria buona , passeggiata all’ aria aperta , sport, bar e chiesa.
Che poi sono i primissimi a fregare il prossimo . Sono convinta che nei nostri casermoni popolari c è più umanità.
Arriva il mattino , colazione , un caffè , una fiera locale , e il tempo passa , la compagnia si fa sempre più fredda , sono in ansia , voglio tornare a casa.
Voglio tornare all’ odore di gas delle macchine , alle urla del vicino , all’ odore del soffritto e delle grigliate sul balcone . Mi sento più accolta . Voglio l abbraccio del furgone della spazzatura, e le parolacce dei ragazzini . Perché, dove c è questo c è casa .
Che poi la mia sia una città grigia e cupa , forse … No.
Certo è che in alcuni posti , anche nei più poveri e i più vecchi, ho trovato più calore , rispetto e dignità . Quel viaggio ( piccolo viaggio ) mi ha messo davanti ad una realtà, ad una scelta , inconsciamente avevo già scelto, credo che fosse stata l ‘unica volta in cui il ritorno a casa fosse la gioia più grande.
Buon ascolto Lolly Rock


Lascia un commento