LA SORPRESA DI ALICE!

“Alice… Alice mi senti? Mi sto stufando qui tutta sola…”Era la sua coscienza. Alice era ormai troppo innamorata del suo riflesso. Nulla la scalfiva e distraeva dal curarsi, per piacere sempre di più al suo Bianconiglio. Evitava solo i tacchi per non metterlo a disagio. Quella decina di centimetri di differenza naturali, lo avrebbero messo k.o. con un tacco dodici.

Non poteva permettersi passi falsi.La coscienza di Alice non era poi così felice di vedere il suo contenitore perfettamente adiacente alle richieste di quell’uomo, avrebbe preferito una crescita più lenta. Forse avrebbe preferito continuare a fare capriole nel mondo al contrario, non pensare, credere di potersi ciondolare tra le fantasie caramellate ancora per un po’. Ed invece Alice faceva orecchie da mercante.

Della coscienza di Alice non ho detto molto fin’ora, ma merita un cenno. Era la creatura più composta a cui si possa pensare. Una miniAlice, millimetrica. Nascosta tra i suoi organi, alloggiata tra pancreas e milza, in una location a tratti disordinata.

La miniAlice era una femmina di tutto rispetto, tailleur attillato, décolleté firmate ai piedi, occhiali da vista dorati e griffati. Impertinente, imperturbabile. Lei sapeva, lei non sbagliava. E quando Alice le disobbediva, svestiva i panni della perfetta sex symbol, per diventare la peggio guerriera.

Jeans strappati, chioma indomata, piedi scalzi. Inveiva contro la sua padrona che non le dava retta, iniziava a bere liquori allo sfinimento, per poi addormentarsi inerme sull’amaca tirata tra i polmoni di Alice, fino la mattina seguente. Alice era innamorata davvero, nulla le importava se non del prossimo appuntamento.

Quasi sempre, non programmato. Aspettato, come si aspettano gli ospiti a cena, con l’arrosto pronto e la pasta calata che rischia di scocere. “Alice, stai aspettando cosa?! Corri da lui, fagli una sorpresa!”. Alice la ascoltò, per una volta. Alla fine, sarebbe stata una felice sorpresa, oggi era un non compleanno e lui non lo sapeva.

Così Alice corse a comprare una bottiglia di prosecco, una di quelle buone. Abbigliamento perfetto, trucco marcato, capelli sciolti che lui apprezzava sempre molto. Ah, anche una torta panna e cioccolato, a forma di cuore. “Corri Alice, corri! Sarà felicissimo di vederti….”. Era così ironica e meschina… ma Alice non se ne rendeva conto ed in un attimo, era sotto casa del Bianconiglio, col cuore a mille.

Tempo di trovare parcheggio, darsi un’ultima sistemata specchiandosi nel retrovisore, e via, verso il citofono. Ma. Il portone si aprì improvvisamente ad un passo da lei. Ne uscì una donna che lei sapeva. Era una delle donne del Bianconiglio, una delle troppe, l’aveva vista in passato tra le amicizie di lui su Facebook, negate in merito ad incontri sessuali. “Entra signora?” Le chiese quella rossa saccente, una donna sicuramente di età appropriata, di altezza discutibile. Alice non rispose. Non ne ebbe la forza. Lasciò cadere a terra la bottiglia e la torta in un attimo di confusione mentale. “Le serve aiuto? C’è il mio compagno qui sopra, lo chiamo subito”. Alice scappò in lacrime, non curante dei vetri a terra mischiati con la panna ed il cioccolato. Si mise alla guida senza nemmeno riuscire a vedere la strada, tante lacrime le riempivano gli occhi.”Alice…. lo so che mi senti… volevi fargli una sorpresa…. oggi è un non compleanno. La sorpresa te l’ha fatta lui”.Alice fumava abitualmente. In quei momenti, fumava davvero tanto. Quel pomeriggio ricordo che si fermò parcheggiando lato strada, non curante del modo. Scese dall’auto completamente scossa, sfinita.

Accese l’ennesima sigaretta dopo che l’abitacolo si era riempito di fumo e specchiandosi involontariamente sui vetri dei finestrini, non si riconobbe. Il trucco era finito ovunque, tranne che nei posti giusti. Una maschera di colori indefiniti, il dolore dei muscoli contratti, gli occhi gonfi dal troppo pianto. Non poteva essere vero. Quante donne credevano di essere le uniche ed invece erano solo un numero infinito di momenti felici?!

“Alice specchiati ti prego, guarda cosa sei diventata. Guarda soprattutto la realtà. Lui non vuole te e se non avessi rotto la bottiglia, avremmo brindato al nostro nuovo inizio, mio e tuo”. Ma Alice guardò solo il suo Rolex al polso e disse ciò che era solito dire lui “È tardi… è ora di tornare a casa”. E la sua coscienza si addormentò soddisfatta.

Buona lettura Alice

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