
Cirano de Bergerac è una di quelle figure umane prigioniere, più o meno volontariamente, del proprio personaggio, è un castigatore di prepotenti e potenti, egli tuttavia detesta ancora più visceralmente gli ipocriti, quelli che oggi sarebbero chiamati “conformisti”.
Poeta, uomo di grande cultura, una mente sveglia, libera e brillante, che ferisce con la sua gentile ma affilata eloquenza, con i suoi versi, ancora prima che con la sua spada.
Cirano tuttavia preferisce usare il suo dono naturale per elargire frasi di amore, soprattutto alla sua amata cugina, a cui solo in punto di morte confesserà i suoi sentimenti.
Pur essendo lui un prode e un colto, egli ha tuttavia un ossessione, quella del suo enorme naso, che lo condizionerà per tutta la sua esistenza a tal punto da convincerlo che nessuna donna potrà amarlo.
Meraviglioso internamente e brutto esternamente, Cirano, a mio parere, può essere contrapposto a Dorian Gray, il personaggio creato dalla penna di Oscar Wilde.
Giovane bellissimo, ricco, dai modi raffinati, talmente divino da essere immortalato per sempre su una tela da un suo amico pittore e volere diventare lui stesso immortale.
Ma il ragazzo, al contrario del cadetto di Guascogna, dentro di se coltiva il male, che lo spingerà non solo a vendere l’anima per conservare la sua giovinezza per sempre, ma anche a commettere ogni genere di perversione e di delitti, spingendo al suicidio la donna che diceva di amare.
Ma sono davvero rivali i due? Forse non del tutto, entrambi infatti hanno un tratto comune che li unisce, la Paura.
Cirano il prode, è ossessionato dal suo naso e dal giudizio che la gente potrebbe avere del suo aspetto esteriore, ma anche Dorian è terrorizzato dal giudizio e dalla condanna che gli deriverebbe se venisse alla luce la sua interiorità, tanto da spingerlo a nascondere agli altri e a se stesso, il quadro che rivela il suo vero io.
Spesso anche noi siamo costretti a non essere noi stessi per il timore del giudizio esterno, tante volte dobbiamo costruirci una corazza per nascondere le nostre debolezze.
Certo sarebbe meglio essere noi stessi, ma non è facile dominare la paura.
Adriano


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