LO SPECCHIO DI ALICE

Lei era una bambina. Beh, lo era stata. Lei era una ragazza. No, dai, non più. Ecco. Lei è una donna. Il suo nome è Alice e vive non nel paese delle meraviglie, ma incastrata tra quel mondo e quello reale. Ed alle volte ci si perde inesorabilmente, tanto da non saper distinguere più dove si trova. Alle volte in preda al panico, si scoraggia e si arrende alle lacrime. Ma poco. Si rialza e riprende la sua strada. Un po’ con la testa tra le nuvole ed il Bianconiglio, un po’ con gli attributi per affrontare la quotidianità vera. È una guerriera mai cresciuta, il problema è il suo pane quotidiano, gli inciampi, il suo modo di camminare.

Alice è cambiata innumerevoli volte, adattandosi come la vela al vento, pur non trovando mai una navigazione serena. Non era ancora quella giusta, ma lo sarebbe mai stata giusta?! E poi, giusta per chi? Doveva guardarsi dentro ogni volta, aggiustare i pezzi rotti e riprovare. E spesso scappava nei suoi sogni ad occhi aperti. Lì c’era tutto ciò che desiderava. C’era il suo papà, lui che era volato in cielo troppo presto. C’erano i suoi viaggi, quelli che avrebbe fatto ogni settimana in un posto diverso. E c’erano tutti i suoi sorrisi. Ecco. Alice sorrideva sempre, quanto veramente, non è dato saperlo. Il suo sorriso celava dolore, rancore, rabbia. Tutto. Ed era la dote migliore che aveva. Sorridere è prendere la vita di petto, glielo aveva detto il cappellaio matto in uno dei suoi momenti fantastici, è resistere difronte al dolore. E così cresceva, senza trovare una collocazione, tra lavori precari ed amori impossibili. Alle volte per scelta, alle volte per fato. Che fato e fato, sta di fatto che cresceva un po’ di più ogni giorno. Il tempo le sfuggiva tra le dita, le sembrava di fare chilometri pur rimanendo ferma. Nella migliore delle ipotesi. Se non addirittura di andare indietro. Ma questo è solo un prologo. Mettiamo Alice allo specchio, proviamo a guardarla riflessa, troveremo tanto di tutte noi. Non è altro che normalità, con tutti i problemi della vita. Forse un po’ di più. E questa è un’altra storia.

Articolo a cura di La rubrica di Alice

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