ALICE E …. la sua Regina di Cuori

Alice era viziosa.

Amava le cose belle, quelle che costano e non danno mai assuefazione, ma hanno la capacita’ innata di portarti alla perdizione.

L’ instabilità emotiva di Alice, la portava lontana dalle cose sane e universalmente etichettate tali, per lasciare spazio a quelle un po’ bizzarre, una borsa griffata, una vacanza da sogno, qualsiasi bislaccata inutile. Per lei era adrenalina allo stato puro, comprare tutto questo e viziare chiunque incontrasse nella sua strada.

Era proprio con questo suo modo ” bislacco” ed eccentrico che Alice comprava la vicinanza di amori opportunisti. Vuoti. Fittizi.

Si tornava alla realtà solo quando le sue possibilità diminuivano.

Era proprio in quei momenti che Alice si ritrovava di nuovo sola.

Eppure Alice era consapevole di aver ripetuto piu’ volte quello sbaglio, lo aveva già ripetuto piu’ volte a se’ stessa che non era il modo giusto di avere qualcuno accanto, e quando ci ricadeva pensava che non avrebbe mai imparato nulla.

D’improvviso paragonava tutto questo ad un ricordo lontano, e ritornava al periodo in cui sua mamma l’aiutava a studiare e lei si estraniava cadendo a testa in giù nei suoi pensieri.

Alice non accettava aiuto da nessuno, lo chiedeva se si trovava con le spalle al muro e solo in quel momento, desiderava tornare a testa in su. Per poi capovolgerla un’altra volta.

Eppure era stata capovolta tante di quelle volte!

Alice aveva condiviso una relazione per anni con un uomo violento.

Si sentiva sola in quel periodo e non trovava modo e forza di parlarne con nessuno, non trovava le parole e neppure il coraggio. La vergogna faceva male e la paura non smetteva di tichettare nella sua testa, non poteva ammettere a se’ stessa di aver per l’ennesima volta valutato a testa in giu’una situazione.

Fu il destino secondo Alice a prenderla per mano, ad aiutarla per uscire dalla situazione cosi’ terribile in cui viveva, nessuno sapeva veramente che cosa aveva vissuto.

Una cosa Alice ha pensato di averla imparata bene, era cosciente che alcuni uomini potevano essere pericolosi, avevano la capacita’ di soggiogare la sua vulnerabile psiche con pressioni sottili, come girare uno spillo appuntito tra le membrane celebrali.

I danni restavano più nell’anima che sulla pelle, i lividi invisibili.

Nonostante tutto Alice voleva ancora innamorarsi. Voleva perdersi negli abbracci di arti possenti, addormentarsi sul petto villoso di un uomo. Sentirsi Alice adulta, non solo bambina di un sogno. Non ci riusciva. Era solo lei a sbagliare la mira, come quando si scocca un freccia dall’arco, mirando però le nuvole.

Il suo extra mondo al contrario era popolato solo di amore e felicità! Come poteva imparare ad usare la malizia. Come! E così, ancora, aveva fatto l’amante di uomini sposati.

Sì, forse era la cosa più semplice. Era stare a testa in giù perché tanto, le responsabilità non sono le tue. Si vive di margini. Peraltro, stupendi.

Alice…. Alice…. Alice troppo poco davanti lo specchio e sempre più attraverso, attraverso per passare dall’altra parte. Dove la regina di cuori rimane una nemica che può sconfiggere con la sua bellezza metà donna e metà bambina, e lo stregatto, un paradigma con sé stessa. “Resto? Torno? Ma sì…. di tempo ne ho, resto ancora un po’”. Ed invece il tempo inesorabile passava. E non si accorgeva che le lancette ormai reclamavano un suo rientro immediato alla normalità. 

Buon Viaggio con Alice

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