IL VIAGGIO DI ALICE CONTINUA….

Dunque.

Da dove partire? Vediamo un po’.

Ah sì, da Alice davanti allo specchio!

Oggi Alice ha quasi 40anni, è alta, formosa, capelli lunghi castani ed occhi color infinito. No, non blu, infinito. Quel color nocciola appena tostata, che si può spalmare sul pane croccante generando dipendenza. Quel colore lì.

La cosa più bella che abbia mai visto addosso a sè stessa.

È un po’ pasticciona a tavola, le piace bere e mangiare di tutto, vuole gustare ogni sapore, anche quelli di altri Paesi.

Il suo corpo è sempre stato un continuo mutare. Il seno prosperoso, improvvisamente, entrava in una taglia minuta.

Il viso più pacioso, in un attimo si scavava tra le gote.

Erano le sue emozioni, mangiavano o gonfiavano il suo stomaco obbligandola a cambiare le taglie dei vestiti o, almeno, ad avere armadi abbastanza ampi da contenere tutto.

Ma Alice non è sempre stata così. Fino alla maggior età, è stata una figura smilza, quasi una modella dalle lunghissime gambe.

Si è innamorata di un ragazzo che l’ha chiesta in sposa.

A vent’anni era intenta a prepare e organizzare, sognante, il giorno più bello della sua vita, una casa nuova, un futuro marito, una realtà da adulta.

Ma lui, improvvisamente la lascio’, per poi sposarsi lo stesso giorno, lo stesso mese, nella stessa chiesa, con un’altra donna.

Quel giorno, Alice, senti’ che il mondo non le apparteneva più, improvvisamente sentì una stretta attorno al collo, da non farla respirare.

Proprio in quel momento accadde l’incredibile, si apri’ la porta di un rifugio segreto, solo suo, cadde all’incontrario in un mondo dove tutto non è, dove il non compleanno si festeggia ogni giorno, dove il Bianconiglio è l’amore da rincorrere perché ti sfugge, il cappellaio matto, la sua coscienza.

Lì poteva stare a testa in giù senza che la gente la giudicasse, nessuno poteva farle del male, nessuno l’avrebbe mai fatta piangere.

Il problema era tornare indietro, svegliarsi da quel magnifico torpore e capire che, si, la vita reale era un’altra cosa. Sarebbe mai riuscita a gestire entrambe le cose? Cosa andava cercando veramente? Non lo sapeva più.

Guardandosi allo specchio si vedeva vuota, alle volte nemmeno si vedeva più. Da allora provò ad attraversare quello specchio, rimettendosi in gioco ogni volta e ritrovandosi sempre diversa, adulta, bambina, erotica, magnetica, innocente.

Poliedrica.

Ecco.

Alice era poliedrica.

Vi auguro buon viaggio Alice

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