Edward mani di Forbice

People are strange

Edward mani di forbice è un film di Tim Burton realizzato nel 1990 con protagonista un giovanissimo Johnny Depp, si tratta di un classico del cinema con ambientazione fiabesca in un sobborgo americano stereotipato, con tratti drammatici e introspettivi.

La pellicola è nota come una delle migliori di Tim Burton, il regista inoltre riuscì a impreziosire questo film catturando la grande interpretazione di un giovane Johnny Depp, il quale, facendosi notare agli occhi della critica diede inizio ad una gloriosa carriera.

Si tratta di un film davvero particolare nelle scelte stilistiche, intrecciate ad un’ambientazione ed una narrazione ben delineata.

Johnny Depp è riuscito a consegnare alla storia del cinema un capolavoro dal punto di vista attoriale, coinvolgendo lo spettatore non solo con la iconica mimica del personaggio ma anche con le emozioni trasmesse solo con gli occhi e lo sguardo regalate al grande schermo.

Il film è un racconto introspettivo di Edward, del mondo che lo circonda e della paura del diverso che caratterizza la vita del protagonista.

Il principale dettaglio di Edward è quello di avere delle lame al posto delle mani, le quali durante lo sviluppo della trama il protagonista utilizza ad esempio per tagliare capelli o per il giardinaggio.

La trama risulta quasi fiabesca, il filo narrativo è dolce e leggero.

Dal punto di vista della fotografia i colori, sono importanti per caratterizzare il personaggio principale, il cambio di colori in toni freddi nelle scene dove Johnny Depp è presente evidenziano ulteriormente lo stato d’animo e il timore del protagonista dovuto al relazionarsi con chi ha vicino, in contrasto con questo filtro di timore e pessimismo si ha invece una colorazione vivida e vivace nei personaggi secondari, nelle abitazioni adiacenti, nel vestiario e nelle acconciature, quasi a dimostrare notevolmente la differente quotidianità che vivono rispettivamente Edward e i vicini.

La diversità del ragazzo sono la sua croce e delizia, la virtù del protagonista è quella di sfruttare questo suo stato per migliorarsi e contrapporre la paura dell’ignoto alla consapevolezza di avere un dono.

Il cronico timore di affrontare l’ignoto fa sì che nessuno voglia davvero conoscere affondo il ragazzo dalle mani di forbice, il quale potrebbe essere l’unico a comprendersi davvero, influenzato però dalla totale incomprensione che lo circonda, probabilmente nemmeno il diretto interessato riesce realmente rispondere alle proprie domande.

Le poche risposte che edward riesce a darsi le trova nel aiutare gli altri cercando di essere accettato e compreso, utilizzando la propria peculiarità per rompere quel filtro grigio e drammatico che tempesta la propria esistenza.

Edward rappresenta contemporaneamente l’opera e l’artista, Johnny Depp interpreta allo stesso istante le emozioni che l’arte può regalare e le sfumature di questi sentimenti che l’artista riesce a incanalare all’interno delle proprie opere, una visione soggettiva del risultato che riesce ad arrivare allo spettatore suscitando anche ad esso compassione e comprensione, ciò che essenzialmente manca al protagonista.

Ulteriore particolare della pellicola è la presenza della neve, la quale, parallelamente alla personalità innocente del protagonista è pura e candida, similmente ad Edward essa ha il potenziale di essere più di ciò che risulta solamente osservandola.

Essendo però solo fiocchi di neve, il destino sarà quello di diventare semplice acqua per via di agenti esterni, così come Edward che, essendo diverso, per influenze esterne dovrà omologarsi alla satura società che si trova attorno.

Il particolare cardine sul quale gira l’intera pellicola, cioè le forbici, rappresentano le conseguenze dettate dalle scelte che possono essere prese in situazioni particolari. Edward non ha preso la scelta di avere delle lame al posto delle mani, non è stata una decisione presa arbitrariamente.

La vera scelta del ragazzo è stata quella di concretizzare questa particolarità e indirizzare il proprio percorso verso un ideale giusto.

Sarebbe stato facile ribellarsi e utilizzare questo “dono” o questa “sciagura” per fare del male, la consapevolezza di poter scegliere e di essere unico ha portato di conseguenza Edward a non scappare dalla propria natura, quella di un semplice ragazzo incompreso che catalizza il proprio dolore nell’arte.

Stare male per cogliere la bellezza del dolore,

Le difficoltà forgiano gli animi,

Come in un’altalena, il dolore sarà lì a spingere per ritrovare lo slancio.

Buona Visione

Articolo a cura di Luigi Papale

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